Un paese "semplice", senza fronzoli, senza storia medievale; signori, conti, principi non hanno mai albergato in questi luoghi. E' abitato da "gente terragna e positiva" per dirla con il Tecchi; aggiungendo però la tenacia o "tigna" per chiamarla a modo nostro: Tenacia, forza di volontà, per uscire dalle condizioni di miseria in cui la gente è vissuta per almeno quattro secoli. Vetriolo sorse intorno al 1500 per opera di un gruppo di minatori giunti dalla Romagna, richiamati nel luogo dalla possibilità di lavorare nelle miniere appena scoperte. Miniere di vetriolo appunto, da cui il nome del paese. Le grandi famiglie di mercanti e banchieri del tempo erano interessate allo sfruttamento di questo minerale utilizzato, come l'allume, per innumerevoli scopi. Le famiglie fiorentine dei Bardi, dei Pucci, dei Medici, e la genovese dei Cibo erano tutte coinvolte nello sfruttamento di questi minerali che in precedenza erano importati dalla Turchia e dall'Asia Minore. Per quanto riguarda le miniere di vetriolo, furono i Pucci ad ottenere l'appalto, avendo nel papa Leone X, al secolo Giovanni de' Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico, un valido appoggio. Dai primi anni del 1500, fino al 1550-60 sono numerosi i documenti che provano l'insediamento di questa industria nel nostro paese, un esempio di archeologia industriale, forse addirittura il primo dell'Alto Lazio. Gli istrumenti, conservati presso l'archivio di Stato di Viterbo, i libri contabili, conservati presso l'Archivio di Stato di Firenze, e le pubblicazioni degli studiosi dell'epoca, ci consegnano una pagina di storia intrisa di fatica, sudore, sacrificio, e allo stesso tempo un fulgido esempio di imprenditoria, con una organizzazione eccellente per quanto riguarda la produzione e una capillare rete di vendita, capace di piazzare il prodotto, tramite agenti, in tutte le regioni italiane dove il minerale era richiesto. Relativamente breve però fu la durata di questa industria; circa 70 anni. Poi i contadini "strenui e bellicosi" come li definisce il Romani nel 1622, dovettero cercare altre fonti di reddito. Fu un Burla Francesco, proveniente da Deruta, ad intuire che l'ottima qualità dell'argilla della nostra valle poteva essere sfruttata per la produzione dei laterizi, attività che peraltro è documentata fin dai tempi antichissimi nel territorio di Bagnoregio. Francesco Burla impianta la sua fornace di mattoni intorno alla metà del 1600. Questa attività si consoliderà nel corso dei secoli, tanto che alla fine dell'800 sono 6 le fornaci in attività lungo il corso dei Rio Capita, e alla metà del '900 addirittura 8. Negli anni sessanta e settanta, con il boom economico e il modernismo imperante, questa forma di artigianato subisce una vera e propria decadenza che porterà alla chiusura di tutte le fornaci a Vetriolo. In questi ultimi anni però si nota una notevole riscoperta di questi prodotti, interamente lavorati a mano e cotti nelle fornaci alimentate a legna, con un metodo la cui antichità non è soltanto documentata negli archivi storici, ma è palpabile seguendo il ciclo delle lavorazioni che è regolato dal ritmo del lavoro dell'uomo e dai cicli naturali. Oggi sono due le fornaci in attività a Vetriolo che portano avanti una tradizione secolare. Anche le condizioni economiche sono molto cambiate, nel paese si denota una prosperità diffusa, frutto della tenacia, della volontà di emergere, di cambiare le proprie condizioni di vita tramandata dai poveri minatori. Basti pensare che, fino agli anni '50, c'erano ancora famiglie che abitavano nelle grotte situate nel versante sud del paese vecchio. Dal punto folkloristico, culturale e religioso, il paese promuove iniziative di vario genere attraverso associazioni e comitati, tutte arroccate intorno alla parrocchia vero fulcro di iniziative ed attività. La Rappresentazione della Passione del Venerdì Santo, vede coinvolto quasi tutto il paese nell'interpretazione dei vari personaggi, le festività in onore del Santo Patrono, che cadono nel mese di agosto, le varie attività culturali, come le rappresentazioni delle commedie in dialetto, o le conferenze sui temi che riguardano la storia del paese, non sono che un esempio della vivacità di questo piccolo centro della Teverina.

Il Comitato Processione Venerdì Santo

ringrazia la famiglia Aviani e la famiglia Centoscudi, per la disponibilità dei terreni senza i quali la Sacra Rappresentazione non sarebbe così suggestiva.
Un ringraziamento allo Studio GSG di Bagnoregio e a Mario Mecarelli per le fotografie utilizzate.
Si ringrazia inoltre chi direttamente o indirettamente contribuisce alla realizzazione dell'evento ed un grazie particolare va a tutta la comunità di Vetriolo che da anni partecipa sentitamente alla Rappresentazione del Venerdì Santo.

 

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